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TISANE

di Elisa Fusco (erborista@tuttoerbe.com)

INFUSI,DECOTTI E TISANE

Come preparare efficaci estratti di natura?

 

Regola base è la tempestività, infusi e decotti e tisane infatti devono essere preparati al momento e bevuti subito. Solo così conservano  intatto il loro aroma e le loro proprietà.

Preparazione di un INFUSO

Questo tipo di preparazione viene utilizzato per tutte le droghe ricche di componenti volatili, di aromi delicati e di principi attivi che si degradano per l'azione dell'acqua e del calore. Generalmente si tratta di fiori, gemme e foglie. Gli infusi si ottengono facendo bollire la quantità di acqua prevista e versandola subito sulla droga sminuzzata, già posta in un recipiente adatto. Si mescola, si copre e si lascia il tutto a contatto agitando di tanto in tanto, per un tempo medio di 10 minuti. Si filtra l'infuso ottenuto attraverso una tela o un colino a maglie strette. Il tempo di contatto influisce sul colore, sul gusto e sell'attività dell'infuso e può essere regolato da ciascuno a seconda dei propri gusti. L'utilizzazione degli infusi deve essere immediata; eccezionalmente si possono conservare in luogo fresco per qualche ora ed in frigorifero per non più di 24 ore.

Ecco alcuni infusi tradizionali e le loro proprietà:

Camomilla 

·  CHE COS’ Antichissima (le sue proprietà erano note già nell’antico Egitto), è un fiore il cui infuso viene bevuto ogni anno da milioni di persone.

·  A COSA SERVE Concilia il sonno, riequilibra lo stomaco e riduce l’eccesso di aria. Allevia il mal di gola, fa bene agli occhi arrossati e irritati, attutisce i dolori mestruali.

·  COME SI USA Una tazza può bastare per conciliare il sonno. Chi vuole prepararla con i fiori, ne deve aggiungere circa 7 grammi per ogni litro d’acqua.

Echinacea

·  CHE COS’È È un fiore che cresce in terreni erbosi e nelle radure.

·  A COSA SERVE Stimola il sistema immunitario e favorisce la cicatrizzazione delle ferite. È popolare come la vitamina C per il trattamento del raffreddore e dell’influenza.

·  COME SI USA Sotto forma di gocce (da 15 a 30 diluite in acqua ogni 4 ore) oppure di estratto secco (mezzo cucchiaino o uno intero nell’acqua tre o quattro volte al giorno).

Ginkgo biloba

·  CHE COS’È È un albero che esiste da trecento milioni di anni (pare che abbia resistito all’epoca glaciale). In Cina è oggetto di venerazione.

·  A COSA SERVE È un potente antiossidante, elimina i radicali liberi, aiuta ad alleviare disturbi neurologici come il tinnito (rumori nella testa e nelle orecchie), gli spasmi arteriosi e migliora la concentrazione e la memoria (anche se è inefficace in caso di morbo di Alzheimer).

·  COME SI USA La dose consigliata è tra i 160 e i 240 milligrammi, in due riprese. Con queste quantità non sono stati notati effetti tossici. Ci vogliono almeno 6 settimane per vederne gli effetti.

Valeriana

·  CHE COS’È È una pianta erbacea perenne, diffusa nelle zone miti del Nordamerica, dell’Europa e dell’Asia.

·  A COSA SERVE Allevia i dolori mestruali e i crampi allo stomaco. Ma è utile soprattutto per dormire meglio, in alternativa ai sonniferi, perché l’acido valeriano ha effetto calmante sul sistema nervoso centrale. Nel 20 per cento dei casi, però, può dare un po’ di eccitazione.

·  COME SI USA In capsule, dai 900 ai 1.000 milligrammi prima di coricarsi, ma la dose può essere triplicata se necessario. Ci vuole almeno un’ora perché faccia effetto.

Zenzero

·  CHE COS’È È una radice da sempre utilizzata in cucina e in medicina, soprattutto in Cina, India e Giappone.

·  A COSA SERVE È efficace nella prevenzione del mal d’auto, di mare e d’aereo. Ma i suoi appassionati sostengono che fa bene anche alla circolazione, alla tosse e per il mal di pancia.

·  COME SI USA Si può prendere in capsule mezz’ora prima di partire (due o tre capsule da 500 milligrammi) o, per gli altri disturbi, in forma di tisana (da una a tre tazze con due cucchiaini di radice grattugiata).

Preparazione di un DECOTTO

Le droghe non aromatiche, che contengono principi stabili al calore, quelle costituite da radici, cortecce, semi ed altre parti dure meno penetrabili dall'azione dell'acqua calda, si adoperano generalmente in forma di decotto. Le parti legnose richiedono infatti un'azione più violenta da parte del solvente per poter estrarre i principi attivi, sempre che questi non siano delicati o termolabili (nel qual caso bisogna comunque ricorrere all'infuso). Il decotto si ottiene gettando la droga sminuzzata nella quantità prescritta di acqua bollente; si copre e si continua a far bollire per 10 - 20 minuti circa. Si filtra quindi il decotto ottenuto attraverso una tela o un colino. Preparando piccole quantità di decotto è bene aggiungere un poco di acqua in più, per compensare la perdita dovuta alla evaporazione. Anche per i decotti il tempo di contatto influisce sul colore, il sapore e l'attività. Anche i decotti, come gli infusi, devono essere consumati moderatamente caldi o tiepidi, mai bollenti od eccessivamente freddi. Si bevono a tazze o a tazzine, si utilizzano per fare bagni ad alcune parti del corpo, se ne imbevono compresse di garza o di cotone da applicare sulla pelle.

Decotti depurativo:

Bollire per 15 minuti in 1 litro d'acqua
- Bardana radice gr.30
- Gramigna radice gr.30
- Noce foglie gr.10
- Tarassaco radice gr.30
- Un bicchiere al mattino a digiuno e alla sera prima di coricarsi.

 

TISANA:
E' una miscela di almeno due piante, una delle quali è detta principale, ed è caratterizzata dalle proprietà che s'intendono sfruttare (digestive, diuretiche, epatiche etc.) L'azione della pianta principale è integrata ed ampliata da una o più piante dette adiuvanti.
Talvolta nelle
tisane, oltre all'elemento principale e all'adiuvante, troviamo anche un terzo fattore: il correttore del gusto. Mentre la pianta principale e l'adiuvante sono elementi necessari affinchè si possa parlare di tisana, la pianta che migliora il sapore (frequentemente amaro) non è necessaria, ma spesso è utile, non solo per migliorare le caratteristiche organolettiche della preparazione, ma anche per le proprietà intrinseche della pianta stessa: è il caso della liquirizia, una delle piante più usate per migliorare il sapore delle tisane.

Questa pianta è dotata di buone proprietà depurative infatti secondo studi recenti la liquirizia sembra avere la proprietà di rendere maggiormente biodisponibili i principi attivi delle piante medicinali presenti nella tisana. Le proprietà anche notevoli di certe piante sono inutili se l'organismo che assume le preparazioni erboristiche non può farle proprie. La capacità di fruire dei principi attivi presenti nelle piante prende, appunto, il nome di biodisponibilità.. Di solito le tisane vengono assunte a dosaggi non molto alti (1-2 cucchiaini per tazza) e per tempi lunghi; possono essere preparate per infusione o decozione, in base al tipo di piante che le compongono (Vedi infuso e decotto).

Nel fare le tisane bisogna prima di tutto puntare all'omogeneità (I componenti devono prestarsi tutti o per l'infusione o per la decozione): è meglio utilizzare preparazioni costituite da poche piante e ben conosciute piuttosto che avere problemi di interazioni indesiderate. Infatti, si può notare come alcune piante vivano armonicamente con altre e abbiano magari proprietà simili. Partendo da questa analisi ambientale si possono ottenere suggerimenti per una corretta formulazione di tisane tenendo conto dei sinergismi di terreno. Ignorare l'equilibrio vigente tra le piante (che, ricordiamolo, sono esseri viventi!) può provocare rallentamenti del processo terapeutico desiderato

Nonostante la fitoterapia moderna utilizzi più frequentemente preparati già pronti (tinture madri, macerati di gemme etc.) le preparazioni estemporanee casalinghe, pur nella loro semplicità e nonostante alcuni le ritengano superate, mantengono ancora la loro importanza e validità soprattutto per le persone che bevono poco, per gli anziani, per i reumatizzati e per gli stitici. E' da tener presente, inoltre, che a volte l'acqua è il miglior solvente dei principi attivi (come nel caso dell'artiglio del diavolo, della consolida maggiore, etc) e che quindi le preparazioni acquose (decotti e infusi) per queste piante, sono senz'altro da preferirsi alle tinture madri e ad altre preparazioni apparentemente più prestigiose. La migliore strategia terapeutica non rinuncia a priori alle possibilità offerte anche dal più modesto dei rimedi. Solo preconcetti e interessi commerciali spingono rigidamente verso alcune forme, escludendone altre. Bisognerà valutare, comunque, caso per caso e in definitiva modulare gli interventi utilizzando le forme erboristiche e fitoterapiche che di volta in volta si dimostrano più valide.

 

COME SI PREPARA
1) Scaldate la teiera con acqua bollente (meglio minerale naturale)
2) Mettete nella teiera un cucchiaino di foglie di tè per persona più uno per la teiera. Lo stesso vale per l'infusione.
3) Portate l'acqua quasi a ebollizione e versatela nella teiera.
4) Chiudete col coperchio e lasciate in infusione per 3-4 minuti.
5) Filtrate con l'apposito colino.
6) lo zucchero non deve essere più di un cucchiaino.
7) Dopo l'uso, sciacquate la teiera solo con acqua: la pellicola marroncina che si formerà con il tempo renderà il tè sempre migliore.
8) Tenete una teiera per i tè classici e una per gli aromatizzati.

QUANDO
Dopo i pasti, per digerire o per conciliare il sonno. Ma anche durante la giornata, per una pausa rilassante o dissetante. Sono tante le occasioni per gustare una tisana calda e fumante: oltre che sotto forma di foglioline e fiori sfusi (due o tre cucchiaini per tazza), anche le tisane si trovano in commercio in bustine monodose. I produttori propongono anche miscele di più erbe e fiori, che spesso prendono spunto da ricette antiche (ginseng e tè verde, per esempio, dall'effetto tonificante) o combinano fiori e frutti per ottenere sapori insoliti.

TISANA CONTRO L’ANSIA

Particolare stato nervoso che può provocare depressione e paura.
In una tazza d'acqua bollente, lasciare in infusione per 5 minuti un cucchiaio della miscela delle seguenti erbe:
- Biancospino fiori gr.30
- Arancio fiori gr.40
- Tiglio fiori gr.30
Filtrare e dolcificare con miele. Bere una tazzina al mattino, una al pomeriggio e alla sera prima del sonno.
Fare un ciclo di 3 settimane.

 
 
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